martedì 30 dicembre 2008

Wikipedia nei guai

Da mesi su Wikipedia si invitano i navigatori a donare soldi per aiutare l'enciclopedia digitale libera più nota al mondo. Ora però l'appello arriva direttamente dal suo fondatore, quel Jimmy Donal Wales detto Jimbo, che nel 2001 la mise in piedi. L'obiettivo? Raccogliere sei milioni di dollari per mantenere un sito fatto da 11 milioni di articoli e visitato mensilmente da 275 milioni di persone.

Siamo una delle prime cinque realtà del web, recita la lettera di Wales, ma diversa da tutte le altre. E adesso abbiamo bisogno di aiuto. Le spese stanno crescendo assieme alla popolarità e lo staff di Wikipedia è composto da appena 23 persone. Bisogna migliorare il software che sta dietro l'intera enciclopedia, per rendere più semplici le ricerche e più facile la scrittura e la correzione delle voci. Ma promuovere l'accesso libero alla conoscenza senza fini di lucro significa, almeno per Wales & Co., dire no a ogni forma di pubblicità.

"Perché dentro Wikipedia, come in un parco pubblico o in una scuola, non c'è spazio per gli spot. Vogliamo che continui a essere libera e forte", conclude Jimbo nella sua lettera. Quindi proseguire sulla vecchia strada, ovvero fare affidamento da un lato sul lavoro dei 150 mila volontari che hanno contribuito a far crescere Wikipedia e l'hanno tradotta in 256 lingue differenti, dall'altro affidarsi alle donazioni dei singoli utenti innamorati di questa filosofia. Fra i quali, inutile dirlo, ci sono diversi nomi illustri, iniziando da Bono degli U2.

Nulla di strano, Wikipedia è diventata parte integrante del World Wide Web per centinaia di milioni di persone. Immaginare Internet senza di lei sarebbe infatti come immaginarla senza Google. Eppure, fanno notare dalle pagine del New York Times e di altri giornali americani, le forme di pubblicità possono essere molto discrete e ben distinte dal resto dei contenuti di un sito. E grazie alla popolarità della sua (anzi nostra) enciclopedia, Wales potrebbe davvero renderla forte e indipendente se accettasse la presenza di inserzioni commerciali. Imponendo non solo una filosofia, ma anche un modo di gestire gli introiti derivanti dalla pubblicità online in maniera diversa dal solito.

E invece si trova sotto accusa, soprattutto dopo il suo appello. Alcuni ex dipendenti della Wikimedia Foundation, che gestisce Wikipedia e il cui consiglio è eletto in parte via mail da tutti i volontari che lavorano all'enciclopedia, sostengono infatti che Jimbo abbia usato i fondi con troppa disinvoltura. Danny Wool in particolare, ex figura di rilievo di Wikimedia, parla di cene da 1.300 dollari e spese da oltre 30 mila dollari mai giustificate. Che per gente come Jarry Yang o Larry Page, cofondatori rispettivamente di Yahoo e Google, sono spiccioli. Ma che per Wales, che ha contribuito anche lui a dare forma alla Rete dei nostri giorni, equivalgono a un tradimento. Almeno per parte di coloro che formano l'esercito di volontari dietro Wikipedia. Ma l'obiettivo dei sei milioni sembra ormai a portata di mano. Questo significa che la libera enciclopedia di Internet potrà continuare sulla sua strada senza cambiare di una virgola. Almeno per altri dodici mesi.

(da Repubblica del 30 dicembre)

1 commento:

kaden ha detto...

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